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Bouc, una nuova presenza in famiglia

Da agosto 2024, una bestia nera a quattrozampe è entrata di diritto a far parte della nostra famiglia. Il suo nome è Bouc.

Bouc – febbraio 2026

La storia di Bouc

Bouc, il cui nome originale è Bosco, è stato trovato a luglio del 2024 in uno scatolone nei pressi del canile Il Cascinotto di Collegno (TO), insieme ad altri 7 cuccioli, forse suoi fratelli di cucciolata, anche se non tutti si assomigliano.

La sua origine è sconosciuta: potrebbe arrivare da qualche cascina dei dintorni, o da una staffetta dal sud Italia.

La sua data di nascita si stima sia il 5 maggio 2024.

E’ arrivato in famiglia ad Agosto del 2024, era un cucciolo di 3 mesi, dolcissimo e sempre alla ricerca di coccole.

Bouc cucciolo – settembre 2024

L’origine del nome

Il nome Bouc è l’abbreviazione di Bouquetin des Alpes, nome con il quale in Francia, e anche in Valle d’Aosta, viene chiamato lo stambecco.

La prima storia a cui questo nome si collega riguarda Simone bambino. A quell’epoca risale la lettura di un libro, regalato da suo papà, dal titolo Scappa Bouc, scappa!, che racconta la storia di un bimbo, figlio di un Guardiaparco del Parco Nazionale del Gran Paradiso, che si prende cura di un piccolo stambecco, a cui i bracconieri avevano ucciso la madre, e che alla fine gli restituisce la libertà tra le montagne di Cogne (AO).

La seconda storia riguarda invece un’escursione in motagna, nella valle di Valnontey, all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Per tutta l’escursione un enorme cane, dall’inconfondibile odore di pastore, ci ha seguiti. Noi provavamo a richiamarlo con il nome Boh, e osservavamo che rispondeva ai richiami. Alla fine della giornata incontriamo i suoi padroni che ci dicono che il suo nome è Bouc.

L’unione di queste due esperienze ha dato il nome al cane.

Il Bouc incontrato in montagna

Bouc nei nostri viaggi

Da quando è arrivato, abbiamo dovuto pensare anche a come portare Bouc nei nostri viaggi, ma anche nelle nostre escursioni in giornata. La sua presenza ci riempie di gioia, ma spesso complica le cose, e di parecchio.

In bicicletta

Con molto entusiasmo, fin da piccolo, abbiamo provato a portarlo con noi in bici. Ma ovviamente, non possiamo tenerlo al guinzaglio. Sarebbe troppo pericoloso soprattutto per la nostra incolumità. Quindi lo abbiamo sempre lasciato libero, ma sulle salite lungo le strade pubbliche lui non è addestrato a starci al fianco e quindi il rischio di farsi investire era altissimo.

Inoltre basta una minima distrazione, come un animale nel bosco, a farlo scattare e tornare dopo una lunga, e vana, rincorsa.

In discesa, invece, lungo i sentieri si diverte tantissimo. Corre tra le due biciclette e sembra non stancarsi mai.

A conti fatti, però, al momento abbiamo escluso di continuare a portarlo con noi durante le uscite in MTB. Lo lasciamo a casa o in luoghi custoditi per il tempo necessario, fino a quando non impareremo a tenerlo sempre al nostro fianco, in qualsiasi momento o situazione dell’escursione.

A piedi in montagna

Si tratta del suo ambiente naturale. Bouc è molto contento di camminare in montagna con noi. Come tutti i cani, soprattutto pastori, fa il percorso tre o quattro volte, percorrendo gli stessi tratti avanti e indietro prima andando in avanscoperta e poi ritornando indietro a controllare che lo stiamo seguendo.

Di solito viaggia libero, anche se talvolta è comunque necessario tenerlo al guinzaglio a causa della fauna circostante per la quale potrebbe costituire un pericolo.

Il primo incontro con la neve

In camper

Si è subito adattato alla nuova vita in camper. Abbiamo posizionato una cuccia sufficientemente grande sotto il tavolo della dinette e lui si accoccola comodamente lì, oppure lungo il corridoio, si riposa e talvolta dorme.

Abbiamo capito che adora questa modalità di viaggio e non temiamo quindi esperinze anche di lunghi viaggi con Bouc al nostro seguito.

L’ultima esperienza estiva in camper, tuttavia, si è rivelata un po’ frustrante: siamo stati in Trentino con bici al seguito e abbiamo dovuto rinunciare a tutte le uscite in MTB perché non potevamo lasciarlo solo in camper per l’intera giornata. Abbiamo rinunciato con un po’ di rabbia a molte pedalate che speriamo di recuperare al più presto.

La prima “alpinistica” sul Piz Boé con Bouc imbragato

In moto

Ovviamente in questo caso non possiamo farlo venire in viaggio con noi. La nostra vacanza in moto di solito non è più di una all’anno e dura mediamente una settimana.

Ci affidiamo a dog-sitter di cui ci fidiamo e di solito, al nostro ritorno, lo ritroviamo in ottime condizioni e felice di rivederci.

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